Haters pecore da tastiera

travestite da leoni

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Se sei felice suoni, quando ti senti molto felice canti. Ma se la tua felicità è incontenibile allora suoni canti e balli, tutto insieme come nell’Opera lirica.

E proprio allora, quando raggiungi certi obiettivi, o sei soddisfattissimo di quel che fai, scatta la reazione di persone che dissentono da quel che pensi tu. E te lo dimostrano con sputi, rabbia, insulti, pregiudizi. Molto probabilmente sono gelosi di te, e la loro rabbia è incontenibile come la tua gioia.


Consolati, capita a tutti. Sembra inevitabile. I leoni da tastiera ci sono, eccome. L’emergere degli hater, ossia degli odiatori, è oggi il segnale certo che stai avendo successo, in ogni campo tu operi, altrimenti perché ti starebbero a sentire. Se hanno lo scopo di abbatterti, di annullarti, di censurarti, vuol dire che sei vivo e vegeto, e hai qualcosa di prezioso da condividere con gli altri.

Approfitta delle osservazioni che ti fanno, sinché sono sensate. Ma ignora gli haters quando insultano, e se la prendono ad esempio con il tuo aspetto fisico. Ma si sono mai guardati allo specchio? Pensano forse d’essere degli adoni? E a te importerebbe qualcosa se fossero magri, avessero la barba, la pancia, se portassero gli occhiali, se fossero vecchi, donne, uomini, se facessero un lavoro oppure un altro?

Non tener conto delle negatività e delle scemenze che ti riversano addosso. Accetta piuttosto il fatto che ci sarà sempre qualcuno pronto a odiare, e che il problema è tutto suo.


Utilizza i loro attacchi per trasformarti in un essere più indipendente, motivato, sempre all’erta. Costruisciti una seconda pelle che ti faccia da corazza. Apprezza i progressi, e centuplica il tuo valore.

Non dare agli hater un’importanza che non hanno. Vivi questo giorno come fosse l’ultimo. Se ti restasse solo un istante di vita, lo buttersti via per preoccuparti di quattro pecore da tastiera travestite da leoni?

Haters, quattro pecore da tastiera che si credono leoni
Haters, quattro pecore da tastiera che si credono dei leoni

Ricorda. Augura ai tuoi haters una lunga vita, così potranno vedere tutti i tuoi successi.

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La Gioconda

e gli hater

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Quando ero ragazzo, non c’era tutta questa tecnologia ed era impossibile nascondersi dietro qualche nomignolo inventato. Strani pseudonimi non giravano, come oggi, tra le pagine dei forum e dei blog.

Adesso invece gli hater, ossia gli odiatori, odiano di mestiere, per vocazione e con i nomi più strampalati. È una cosa che debbono fare, altrimenti che hater sarebbero? Ma cosa c’entrano gli hater con la Gioconda di Leonardo da Vinci?

Gli hater alle prese con la Gioconda di Leonardo da Vinci al Louvre
Gioconda di Leonardo da Vinci

Una premessa

Occorre distinguere bene tra chi critica e chi odia. Non sono la stessa cosa. Le critiche servono a farti crescere e imparare cose nuove. Le persone di buon senso ringraziano per questa manna i loro critici, che sanno dialogare. Sono intelligenze che si confrontano alla pari.

Anche gli hater servono a qualcosa.
A cosa?
Certo, a motivarti!

Non devi temerli, nascondendo la testa sotto la sabbia, o smettendo di fare quello che facevi perché te lo dicono loro. Anzi, se in cuor tuo pensi sia cosa giusta e buona, persisiti per la tua strada.

Più sei nel giusto e più hater avrai, è matematico! Fai semplicemente come se non esistessero!


Anche Leonardo da Vinci ebbe a che fare con gli hater

Pensa a Leonardo. A dar retta agli hater la Gioconda è la peggior schifezza ti possa capitare di veder a questo mondo. La sua fama è cresciuta a dismisura con il tempo, specie da quando Vincenzo Peruggia l’ha rubata nel 1911, ma c’è sempre qualche hater che vorrebbe distruggerla. In passato, nel 1956, hanno tentato di buttarci sopra dell’acido, poi di tagliarla, di tirarci addosso un sasso, o scagliarci contro una tazza da tè, come ha fatto una distinta signora russa. Non per nulla il quadro è ben protetto al Louvre dietro un vetro antiproiettili (o anti-hater?).

Ma anche il vetro non è bastato. Un’altra signora ci ha gettato sopra della vernice nel tentativo disperato di coprire almeno quella bruttura, secondo il suo personalissimo giudizio. La fama della Gioconda supererà gli anni, i decenni e i secoli, e così anche la cocciutaggine degli hater. Tu non puoi farci nulla, loro nemmeno. Non ti resta che ignorarli.


Ricorda. La gente che tenta di buttarti giù sta sempre più in basso di te.

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Mattoni

Gli hater ti tirano mattoni; immagine di mattoni da coistruzione
mattoni da costruzione

Haters

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Non ha importanza sapere quel che pubblichi, quello che fai, cosa hai detto o scritto o fatto negli ultimi cinque minuti, o magari tre anni or sono. Basta che tu faccia qualcosa nel tuo campo lavorativo, o nella sfera privata. Ed è sufficiente tu abbia programmato d’andare in palestra, che abbia deciso d’avere o di non avere dei figli, che a te o a tua moglie piaccia viaggiare ogni anno nel posto più meraviglioso tu possa immaginare. Potresti aver scritto un libro di successo, oppure ti capita nell’ultimo periodo d’essere felice e di volerlo comunicare agli altri.E cosa c’entrano allora i mattoni?

Per un motivo o per un altro, non importa quale, c’è sempre qualcuno pronto a farti fuori! Ti sminuisce, ti compatisce per quello che fai o hai fatto, proiettando su di te tutte le sue insicurezze, i grattacapi che lo attanagliano.

Sino all’altro giorno ha tentato di tutto pur di farsi notare, e non c’è mai riuscito. Com’è possibile? Vorrebbe essere felice da una vita, e c’è qualcosa che non va. SEMPRE. Si sente vecchio, fallito, inadeguato. Lavora in un ambiente frustrante.

E adesso arrivi tu. Lui/lei non riesce a capire come tu possa riscuotere del successo senza aver pagato, senza aver fatto anticamera, senza aver sofferto le prepotenze dei superiori, dei colleghi, degli avversari. La sua vita è un fallimento e la tua no. Impossibile! penserà tra sè e sè.

Che resta da fare? Impegnarsi in qualche soluzione costruttiva, rimboccarsi le maniche, prendere le difficoltà di petto e considerarle delle opportunità per crescere e rendere il mondo migliore. Tanto c’è posto per tutti, e più si sta bene e si dialoga (due intelligenze a confronto) tanto meglio è. 
Macché! Ti piglia di mira, e da quel momento non vive che per te, attraverso te, con te, per distruggerti, abbatterti, rovinarti.

Ecco, quello è l’hater, ma non prenderlo come una disgrazia che t’è capitata tra capo e collo. Anzi, è un’opportunità, più per te che per l’hater.

Mattoni da costruzione

Pensala piuttosto così: Con tutti i mattoni che m’hanno tirato addosso ho costruito un impero!

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